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A Paestum!


Le archeologhe che (r)esistono si stanno preparando, e si stanno facendo domande.
Si stanno preparando per Paestum, dove l’ANA parteciperà
alla XIV Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico,
intervenendo, sabato 19 novembre, agli “Stati generali dell’archeologia
organizzati dalla Direzione Generale per i Beni Archeologici del MiBAC,
e dove si terrà, domenica 20 novembre,
l’Assemblea Generale dell’Associazione Nazionale Archeologi
con la partecipazione delle e dei Rappresentanti e delle Socie e dei Soci ANA
di tutte le regioni italiane; qui saranno elette/i le e i nuove/i rappresentanti
dei Comitati Regionali ANA.

Tra questi due appuntamenti il Comitato delle Archeologhe che (r)esistono
sabato 19 novembre presenterà dalle ore 18 alle ore 20 nella Sala Velia
Donne e archeologia: le difficoltà della professione e le archeologhe che (r)esistono”.

Interverranno donne che a vario titolo intrattengono rapporti con l’archeologia:

Irene Berlingò del MiBAC per Assotecnici
l’ archeologa Cosima Castronuovi per l’Associazione Etolia
la storica Francesca Cenerini per Università degli Studi di Bologna
Berta Giacomantonio come Restauratrice
la nostra Teresa Leone portavoce di Cava dei Dinosauri di Altamura
Giuseppina Manca di Mores, la nostra presidente di ANA Sardegna
Laura Nicotra come archeologa e studiosa delle pioniere dell’archeologia
la nostra Maria Rosa Patti per Touroma
per l’editoria archeologica Simona Sanchirico, Dir. Editoriale di E.S.S.- Forma Urbis
e infine Lidia Vignola, membro di ANA Campania.

Se le conclusioni saranno affidate ad una delle donne che nell’esercizio del loro mandato di rappresentanza politica hanno intrapreso un dialogo con la realtà e i problemi dell’archeologia, la tavola rotonda che seguirà non sarà priva di sorprese fuori programma:
infatti, le archeologhe in Roma, e con loro le altre che si stanno coordinando,
hanno deciso di preparare alcuni interventi su singoli temi.

Questa idea è nata quando, nell’ultima riunione, ci siamo chieste: quali significati vogliamo dare all’esistenza di un Comitato che si qualifica in base al “genere”? Insomma, che senso teorico e pratico può avere per noi un “gruppo di genere”?
Quali specificità distinguono i problemi delle archeologhe da quelli dei loro colleghi uomini?
Abbiamo i problemi di tutti i professionisti precari? Oppure abbiamo i problemi di tutte le lavoratrici precarie, ma in più anche quelli che ci provengono dalla nostra condizione di precarie che fanno archeologia?

Per rispondere a queste domande ci siamo divise i temi che porteremo all’attenzione delle partecipanti alla tavola rotonda pestana:
alcune di noi si occuperanno della legislazione in materia di riconoscimento dei diritti legati alla maternità (e alla paternità), un campo in cui, alle lacune comuni a tutte le lavoratrici non tutelate, si sommano le esigenze di chi svolge un lavoro a rischio.
Altre si occuperanno delle condizioni di lavoro nei cantieri, e delle necessità di adeguamento delle realtà sul terreno alle condizioni di vivibilità e sicurezza paritarie già previste dalle normative attuali sui luoghi di lavoro.

Ma uno sguardo sarà riservato anche ai modi in cui le archeologhe si relazionano con “gli altri” sui cantieri, cioè con le diverse figure tecniche che sui cantieri operano, a diverso titolo, e che sono quasi sempre rappresentate da uomini.
Altre studieranno la dinamica della partecipazione alla professione di quel 72% che sono le archeologhe rispetto ai loro colleghi uomini: qual’è il livello della loro formazione? Quale la scansione del tempo che dedicano alla professione, nel corso dell’anno e nel corso della loro vita lavorativa? Quante di loro abbandonano l’archeologia? E quando? E perché? E quali sono le loro opportunità di formazione ulteriore e di progressione, nel corso della loro vita professionale?

Perché le risposte a queste domande sono diverse per le archeologhe, se lo sono, rispetto alle risposte che valgono per i loro colleghi?

Qualcun’altra, infine, si occuperà di immagine e rappresentazione: perché sì, anche le archeologhe hanno un’immagine, mediatica o sociologica, e anche loro hanno una rappresentazione.
Non solo nei (pochi) momenti mediatici che le hanno individuate, e vedremo come, ma anche nella realtà di tutti i giorni dentro i contesti lavorativi.

Insomma, chi pensa di avere altri temi, o vuole contribuire ad approfondire quelli che abbiamo accennato, sappia che questo è il momento!

A Paestum!!!

Paola Mazzei

Categorie: archeologhe | Tag: , , , , | 3 commenti

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