Donna + strada + passeggiata = prostituta. Storia di un’archeologa che ‘se l’è andata a cercare’.



Giornata di cantiere su una strada a Torrimpietra (Fiumicino), non lontano dal Castello dove sono state festeggiate le nozze della Carfagna.
Il posto sarebbe bellissimo, non a caso sottoposto a vincoli di ogni genere, ma al momento è una discarica a cielo aperto e soprattutto luogo prediletto per prostitute e clienti che si appartano (in 5 giorni di lavoro mi sono fatta una bella cultura!).
Venerdì alle ore 12 ho pensato di fare due passi… così, per vedere il castello… nonostante i miei abiti da cantiere (sinceramente contro ogni tentazione) un auto con un uomo si accosta insistente… io affretto il passo, lui accelera, io torno indietro e lui fa inversione con l’auto.
A quel punto spaventata inizio a correre e prendo il cellulare… lui dopo un po’ desiste… io finalmente arrivo alle transenne del cantiere. Poco dopo vedo un auto dei carabinieri, gli racconto l’accaduto, loro gentili rispondono: noi facciamo il possibile, siamo qui apposta, abbiamo pacchi di denunce per prostituzione e per atti osceni in luogo pubblico… ma il problema non si risolve e ormai in questa zona le donne non passeggiano più da sole…

Ci rendiamo conto? A mezzogiorno una donna non può sentirsi libera di fare una passeggiata! Più tardi ho raccontato l’episodio al geometra e all’ingegnere del cantiere… commento: vabbè si sa, qui è così, diciamo che te la sei andata a cercare!

Me la sono andata a cercare? Con le scarpe antinfortunio, i pantaloni larghi e una polo blu… io sono ancora allibita, diciamo pure che è andata bene, ma ovviamente il castello non l’ho visto!!

Zaira Maschio

Categorie: archeologhe | Tag: , , , , | 8 commenti

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8 pensieri su “Donna + strada + passeggiata = prostituta. Storia di un’archeologa che ‘se l’è andata a cercare’.

  1. anna

    Lasciamo stare…brutta esperienza mi dispiace davvero…..stenderei un degno velo pietoso e peloso per coprire l’Italia mio caro paese che per mia fortuna vivo guardandolo da lontano…molto lontano…e che sta diventanto un’oscenità pubblica.

  2. gyv

    Cara Zaira, non posso che offrirti la mia solidarietà femminile, e comprendo il tuo sconforto nell’ascoltare i commenti dei colleghi “maschi” di cantiere….forse un giorno potremo uscire a fare una passeggiata in campagna senza dover essere accompagnate da un bodygard!

  3. Che discriminazione!! Quando passeggio io in giro fuori dal cantiere non mi abborda mai nessuno!!! Però se giro dentro ad un cantiere per vedere se stanno sventrando qualcosa…uh….lì si che arrivano tutti per cacciarmi!!!!

    Forsa e coraggio!!! Brave le archeologhe!!! Le “più molto migliori di sempre forever” professioniste del pianeta….altro che le ingegnere col tacco sul cantiere che non ti danno la mano perchè ce l’hai sporca!!!!

    • anna

      le ingegnere col tacco sul cantiere?????? complimenti! qui in Francia vengono direttamente con l’impermeabile (visto che diluvia anche a Luglio) e con gli stivali. Però l’Italia gran paese di stile è!

  4. Priscilla

    Ho riflettuto tanto sull’argomento e alla fine sono tornata al punto di partenza nel trovare una motivazione plausibile a quanto accade ogni giorno alle donne a lavoro, per strada, in qualsiasi ambiente…
    Siamo arrivate alla frutta… la donna, agli occhi dei maschi non esiste… c’è solo la femmina!
    La regressione culturale sta coinvolgendo il genere umano riportandolo al genere animale, per questo parlo di maschi e femmine!
    E si ritorna allora alle motivazioni che hanno dato vita alle iniziative dell’8 marzo. Alcune donne avranno scelto di essere femmine, libere di farlo, ma tutte le altre sono donne e rivendicano anzi rivendichiamo di esserlo in tutta la nostra dignità.
    Lotto tutti i giorni con questa forma di maschilismo estremo, ho imparato presto a difendermi…
    Ho iniziato a tirar fuori le unghie quando mi sono accorta che gli uomini solo per il fatto che sei donna ti reputano incapace di fare certe cose, capirne altre, fare certi lavori.
    Sono per prima cosa un essere umano dotato di capacità intellettive e fisiche che non dipendono dal mio sesso!
    Non ho mai creduto nella distinzione “cose da maschi – cose da femmine” a partire dai giochi nella mia infanzia!
    Non ci sto a essere presa in giro da chi pensa di saperne più di me non perché ha studiato o per esperienza, ma in virtù di un’estroflessione del basso ventre!
    Così ho imparato a prepararmi prima di affrontare il meccanico, l’idraulico, il venditore hi-tech, finanche l’operaio di qualsiasi tipo di cantiere!
    È una questione culturale nel senso più ampio del termine. Purtroppo nella nostra Italia alcune parole sono state svuotate del loro significato e dei valori di cui si caricano. Certi atteggiamenti sguaiati e plateali sono stati sdoganati nel privato quanto nel pubblico e si è perso ogni punto di riferimento.
    La libertà di poter andare in giro in qualsiasi strada, il diritto di essere assunte per quel che si vale e non per i letti frequentati, a qualsiasi livello e in qualsiasi ambito, secondo me hanno alla base lo stesso criterio: la dignità della persona. Alcuni modi di fare hanno avuto come risultato il lento disfacimento del concetto di dignità e rispetto.
    Al momento il mio lavoro principale non è quello per cui ho studiato e continuo a studiare, ma è sempre un ambiente prettamente maschile. Ho studiato e mi sono impegnata per superare l’ammissione e ce l’ho fatta. Altri sono stati ammessi ma non per la preparazione: chi aveva le raccomandazioni (uomini) e chi si è data da fare (donne). Il risultato è che entrambi gli atteggiamenti degli altri hanno ripercussioni sulla mia persona: o desto stupore al dichiarare di essere passata senza essere parente di o senza avere altre conoscenze, o devo ogni volta combattere i sorrisi allusivi, le proposte indecenti più o meno esplicite di qualcuno che ha i bollenti spiriti e che magari ha soddisfatto i suoi pruriti grazie ad altre ragazze.
    La dignità e il rispetto sono alla base di tutto, sono alla base del “restiamo umani” di Vittorio Arrigoni. Allora se si resta umani non ci potrà più essere differenza tra uomo e donna, non ci sarà differenza tra italiano e straniero, e forse si risolverebbero anche alcuni problemi economici. Perché forse alcuni dimenticano che il problema non è solo il rispetto per la donna!!! Si sta andando alla deriva pur tutto un sistema che è viziato dalla perdita di valori su tutti i fronti. E a noi tocca non solo cercare di stare a galla mentre la nave affonda, ma dobbiamo impiegare energie anche per evitare i tentacoli maschili!
    Continuiamo a resistere e a cambiare le cose a piccoli passi, ma costanti!

  5. Ileana Izzillo

    D’altra parte con il simpatico opuscoletto che il sindaco Alemanno ha fatto distribuire per la sicurezza delle donne, a breve ci diranno anche che, tutto sommato, anche a fare le archeologhe ce l’andiamo a cercare.
    Ovviamente hai tutta la mia solidarietà di archeologa ed anche, e soprattutto, di donna.

  6. paola

    Brava Priscilla, l’arretramento culturale che l’Italia ha subito negli ultimi decenni nel campo della diffusione di un modello femminile unico (la “femmina”di Priscilla) che è stato applicato a tutti gli ambiti, pubblici e privati, in cui si dovesse rappresentare un’immagine femminile è sconcertante. E’ sconcertante chi vive negli altri paesi europei, che dopo gli anni ’60-’70 non hanno subito questo arretramento, e dove le donne sono entrate nella sfera pubblica (del lavoro etc.) senza che nessuno pensasse a cucirgli addosso l’immagine della “femmina a disposizione”. Siamo uscite negli spazi pubblici, negli spazi degli uomini, ma spesso non siamo state riconosciute come persone. E’ un bell’esempio della fragilità storica delle conquiste culturali (giuridiche, sociali, etc.): quelle delle donne ci sembrano scontate, dato che ci siamo nate dentro (be’, io non proprio dato che ho mezzo secolo!), ma invece sono recenti, e in Italia più recenti ancora, e nessuno le ha concesse alle donne, e sono sempre minacciate. L’archeologa che osa camminare per strada, può essere come niente ricondotta dal passante regredito ad uno dei due ruoli che le donne fino a poco tempo fa avevano assegnati: dentro casa donna per bene, passeggiante per strada donna per male. Resistiamo.

  7. Marisa

    Ti capisco è successo anche a me, ormai 4 anni fa, in una zona periferica di Roma, dove facevo sorveglianza archeologica.
    Ora non lavoro più sui cantieri e questo aspetto del lavoro di certo non mi manca….Nei cantieri siamo in un contesto di sicuro tradizionalmente “da uomo”, ma questo non vuol dire che dobbiamo tollerare battute di cattivo gusto, commenti osceni sulle passanti da parte dei operai e ogni tipo di allusione che sia sessuale o meno da parte dell’ubriacone di turno, senza battere ciglio.
    L’italia “maschile” deve re- imparare da zero il RISPETTO per la donna, e purtroppo credo ci vorranno anni..
    Mi viene voglia di abbandonare tutto e andare via..
    ma poi chi vincerebbe? non noi, di sicuro.

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